Visualizzazione post con etichetta Antefatto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antefatto. Mostra tutti i post

domenica 20 maggio 2012

Antefatto - parte II

Sono passati un po' di giorni dal primo post, lo so, ma dato che la scuola mi sta letteralmente uccidendo, ho davvero pochissimo tempo (e voglia) di mettermi a scrivere.
Ma adesso torniamo alla vicenda. (Mi sto prendendo troppo sul serio.)
Eravamo rimasti al 29 Settembre, giusto...?


5 Ottobre 2011: quando mio fratello torna a casa, porta la posta, se riesce a infilare la mano nella casella. Beh, quel pomeriggio ce l'ha fatta. E dopo una giornata un po' tristolina perché era morto Steve Jobs (il mio iMac è rimasto in lutto per tre giorni), una lettera mi ha rallegrato il pomeriggio.


Cara Martina, 
Benvenuta nel mondo degli Exchange Student! 
Il risultato del tuo colloquio di selezione è positivo e la tua candidatura per il programma seguente è stata accettata:
Programma: High School Exchange
Durata/Partenza: Anno Scolastico/Partenza Estiva
Destinazione: USA
Replicate le sensazioni provate  quando mi hanno dato la data del colloquio.
Ampliatele di una decina di volte.
Ecco come mi sentivo. 
Ero dentro, sarei partita. Per davvero.


Da Ottobre a più o meno inizio Novembre sono stata in ballo con il dossier, che è forse la cosa peggiore. Magari a qualcuno piace, scrivere milleduecentocinquantamilauntrlione di informazioni su di sé, ma a me no. Per nulla. Tra scartoffie per la scuola (che ci impiega secoli a compilare due stupidi fogli. Ma perché?), le cose del medico, e la miliardata di robaccia che dovevo scrivere su di me, ci si mette veramente un'eternità. Ma tecnicamente hai solo tre settimane di tempo.
Credo che la cosa più difficile, dopo l'album fotografico (io non sono per niente fotogenica, quindi trovare foto decenti è stata un'impresa estremamente ardua), sia stato scrivere la lettera. Una misera paginetta in cui devi presentarti alla futura hostfamily. L'ho infarcita di cose, cercando di far trasparire il meglio (ma al meglio, anche) della mia personalità, il che non è per niente facile, soprattutto perché in inglese non ho una varietà di espressione ampia come in italiano, ma tant'è. In qualche modo ce l'ho fatta. E, vi assicuro, ne è valsa la pena (piccolo spoiler).


12 Dicembre 2011: la WEP annuncia formalmente che il WEPBook è completo, ma mi mancano ancora delle vaccinazioni. Sì, beh, devo fare tipo cinque richiami. Non posso infarcirmi le vene di vaccini, quindi datemi il tempo, neh. Ma sorvoliamo su questo punto. Ero parecchio contenta che mi fosse arrivata la lettera, perché alla Simo l'avevano inviata tipo due settimane prima, e io avevo il terrore che nel mio dossier ci fosse qualcosa di sbagliato. Due righe stampate hanno calmato tutte le mie inutili ansie.


Nel frattempo, la vita va avanti, e si attende con molta poca pazienza che la WEP informi sulla associazione partner. Ma cos'è l'associazione partner? L'associazione partner (ora tutti insieme, associazione partner!) è un'agenzia no-profit che si occupa degli abbinamenti studente-famiglia, e sarà il tuo punto di riferimento durante il soggiorno. Infatti, mentre si è all'estero, si viene affidati al coordinatore locale, che è in pratica la primissima persona con cui devi parlare nel caso ci fosse il minimo problema.
Tra parentesi, in tutto questo tempo mi ero iscritta al forum di Anno all'estero, e avevo conosciuto una decina di ragazze (sì, perché all'epoca eravamo quasi tutte DonneH) che anche loro avrebbero fatto l'anno/semestre negli States con la WEP. Con una di loro, la Caterina, decido di fare il gruppo su Facebook, ed è stata davvero un'idea geniale, perché in poco tempo abbiamo riunito tutti gli Weppini! Ma all'inizio eravamo pochissimi (però un po' mi manca quando eravamo così pochi, riuscivo a collegare faccia-nome-profilo Facebook-nickname forum xD).


13 Gennaio 2012: fatidico giorno in cui la WEP rese nota la mia associazione partner: la CHI, Cultural (mia madre è ancora convinta che sia Christian ._.) Homestay International. Ha sede in California e opera in tutti gli Stati. Sì, anche alle Hawaii e in Alaska. Quindi, se speravo che con l'associazione partner si sarebbe ridotto la gamma delle mie possibilità di localizzazione, mi sbagliavo di grosso (già, alcuni associazioni lavorano solo in determinati Stati, ma sono veramente poche. E la mia è la più famosa e la più grande, quindi...). Con la CHI, però, arriva un secondo dossier, per fortuna molto più ridotto del WEPBook, ma con più o meno le stesse cose. Per di più, la Mara-della-WEP ha detto di rispondere alle domande con più o meno le stesse cose scritte nel WEPBook, per essere coerenti. Sì, ma, Mara, tu pensi che io a distanze di tre mesi mi ricordi quello che ho scritto per filo e per segno? Quindi mi sono arrangiata e ho scritto cose più o meno sensate.


Una volta compilato il secondo dossier, inizia la spasmodica attesa della hostfamily. Che potrebbe essere lunghissima, perché come ama ricordarti la WEP, le ultime famiglie arrivano una settimana prima della partenza, e certa gente parte senza una famiglia definitiva. Ora, non so voi, ma io mi sentirei un po' una merda a partire senza una famiglia definitiva, perché penserei di fare così schifo agli americani che non mi vuole nessuno. 
Quindi ogni giorno in ansia, sperando in un qualsiasi segno che la mia hostfamily mi avesse scelta, controllando ripetutamente la casella mail.
A circa metà febbraio, la sopracitata Simo riceve la famiglia. E' la prima in assoluto, e ovviamente la invidiavamo tutti. Lei, però, non ha saputo la hostfamily dalla WEP, bensì la hostmom e la hostsister l'hanno aggiunta su FB. Nuovo modo di sapere la famiglia! Aiuto. Quindi, oltre a gli spasmodici controlli di Hotmail, si aggiungono quelli delle richieste d'amicizia su Facciabuco.
Per un po', nessuno ha notizie da nessuno. L'ansia si calma. Le ragazze attualmente negli States ci dicono di stare tranquille, è inusuale averla così presto. 
A Marzo vado in gita con la scuola, mi diverto, non ci penso tanto, a parte quando leggo la mail con le date dell'Orientation, spostata dalla storica locazione veronese a Voghera, vicino a Pavia, il 20 di Aprile.
Nel frattempo, altre ragazze ricevono la famiglia, circa una decina.
E poi, accadde.


14 Marzo 2012: sono in macchina, sto tornando dalla visita dal dermatologo con mio padre e mio fratello. Il cellulare mi vibra in tasca, qualcuno mi sta chiamando. Numero sconosciuto. Rispondo, un po' esitante. 
"Pronto?"
"Ciao, Martina, sono Alice della WEP"
"Ah, ciao..." Panico, temo sia successo qualcosa di brutto.
"Ti chiamo per dirti che sono arrivate le informazioni della famiglia ospitante"
"Davvero?!?!" Il cuore mi batte a mille, non ci credo. La mia voce sale di un'ottava.
"Sì, andrai in Michigan"
Nella mia testa, il putiferio. Non capivo più niente, non riuscivo a rendermene conto.
"Adesso ti mando la mail, così puoi contattarli il prima possibile"
"Grazie, lo farò subito"
Panicopanicopanicopanico. L'hostfamily. Mi è arrivata. Mi hanno scelta. Ho una famiglia.
Ho bisogno di urlare. Così lo faccio.
"WAAAAAAAAAAAA VADO IN MICHIGAAAAAAAAAAAAAAAAAN"
Posso dire che papà e Lollo (mio fratello) non hanno apprezzato il mio sfogo.
Chiamo mia madre, mando un sms alle mie amiche. Sono talmente euforica che uscirei dalla macchina e mi metterei a correre per strada, urlando "MICHIGAAAN!!!". Arrivo a casa, leggo la mail con le informazioni.
Zeeland, Michigan.
Quincy e Michelle Williams saranno i miei hostparents. Chayce e Eastyn i miei hostsiblings. Avrò un cane, Chewie. Una camera tutta per me.
Singhiozzavo dalla gioia, non potevo crederci. Mi avevano scelta. Non mi sarei sentita una merda.
La sera dopo, mia madre torna dalla Svizzera e scrivo la prima email a Quincy, ringraziandoli, dicendo che non vedo l'ora e chiedo se hanno Skype. Due giorni dopo la risposta, sì. Organizziamo una chiamata per il 18 Marzo.

18 Marzo 2012: giorno della famosa prima skype-call. Ma anche il giorno del primo raduno degli Weppini del Nord. Purtroppo le due cose coincidono, ma non mi importa. Incontro i Weppini, ci divertiamo tantissimo, torno a casa alle cinque senza neanche ricordarmi un nome.
Aspetto la chiamata.
Non si connettono.
Lo ammetto, sono delusa. Ci speravo tantissimo, e mi dispiaceva anche essermene andata prima dall'incontro per nulla. Ma faccio finta di niente. 

Una settimana dopo, più o meno, siamo entrambi connessi su Skype. E allora mi chiamano.
Vado in panico, chiamo mia madre. "Scema, rispondi!". Paurapaurapaura. Rispondo.
E' stato fantastico, davvero. Parlare con Quincy, vedere il cane, il loro godson (che non ho capito se vive con loro o meno, ma vabbè), ha reso tutto così reale. Purtroppo il resto della famiglia non c'è, ma ci accordiamo di riparlarci più avanti, quando ci saranno tutti.

9 Aprile 2012: seconda skype-call con gli Williams. Questa volta parlo anche con Michelle, ed è stato ancora più bello, lei è davvero fantastica. Abbiamo scoperto di guardare tutte e due Glee *-* L'anno prossimo lo vedremo assieme! Mi hanno raccontato un po' di cose su di loro (ho conosciuto tutti) Zeeland, sulla loro vita lì... e mi hanno detto come mi ha scelta. Con la famosa lettera del WEPBook. Ero così, così felice. Abbiamo parlato per quasi un'ora e mezza.

20-22 Aprile 2012: WEP Orientation, Agriturismo La Torretta, Voghera, Pavia. Un posto tremendo, tre giorni magnifici. Troppo belli e troppo estenuanti, troppa gente, ma assolutamente perfetti. Adesso, troppo lunghi da raccontare in modo decente. Diciamo solo che è stato molto molto utile.

Da quel giorno non è più successo nulla di eclatante. Non ho più parlato con la hostfamily, perché la scuola mi rende impossibile sostenere una conversazione più lunga di un quarto d'ora.
Adesso spero di trovare un attimo per mandare loro una mail, sperando che non mi abbiano già dato per dispersa.

Credo che a questo punto il famoso e fin troppo lungo antefatto si sia concluso. Oltre ciò, sto morendo di sonno, quindi adesso andrò a dormire.

Buonanotte, buona lettura ai lettori invisibili e buon inizio di settimana!
Lawve, 
Marty




p.s.: non chiedetemi perché una parte sia evidenziata di bianco. NON LO SO, ma lo detesto.
EDIT 21.05.2012: Ce l'ho fatta! L'ho tolto! Sono una faiga u.u

mercoledì 16 maggio 2012

Antefatto - parte I

Bene bene bene.
Sono pronta a raccontare l'antefatto della mia futura esperienza.
Come cosa non ha molto senso, detta così, ma tant'è.
Uhm, non so come procedere.
Raccontare tuuutto sarebbe lunghissimo.
Quindi direi che posso andare per date significative. Tanto so già che per ogni cosa mi dilungherò enormemente, ma meglio partire con un proposito buono che darsi già vinti in partenza.
Dunque, eccoci.


29 Luglio 2011: Mamma fa il versamento e invia via mail alla WEP (che sarebbe la mia agenzia organizzatrice) la richiesta di colloquio; sono ufficialmente una candidata a un programma di studio all'estero. (Sì, ho mandato tutto prestissimo. Ehm, è solo perché desidero farlo da quando ho 12 anni che avevo fretta - direi che è stata una scelta ponderata, già.)


(Ah, una piccola nota: io non ho detto nulla ai miei prof fino a quando non ero già iscritta eccetera. Non fatelo, se avete intenzione di seguire le orme di noi exchange - se lo sanno già, potete rompere molto di più le palle e mettergli fretta per ottenere i documenti. In generale, rende tutto più facile.)


21 Settembre 2011: Dopo quasi due mesi, la WEP si fa sentire - il mio colloquio di selezione si terrà il 27 Settembre alle ore 14.00 nella sede di Milano. Urla di gioia, salti e schiamazzi - per fortuna ho letto la lettera (teneri, usano ancora la carta) mentre ero sola in casa.


27 Settembre 2011: Il grande giorno è arrivato. Tesa come un fuso, con le mie adorate amiche/sante Ile e Clod (detta anche Cloddi o Cla - lo dico in caso più avanti la citassi con questi altri nomi) al fianco, mi dirigo verso i bellissimi uffici della WEP. Posso dire con esperienza che leggere un numero spropositato di post da un altrettanto numero di blog sul colloquio di selezione la sera prima del tuo colloquio non aiuta. Anzi, mi ha resa nervosissima. Ma per fortuna loro due erano lì <3 Tornando a noi. Per andare negli Stati Uniti, non solo bisogna fare il test psicologico, il colloquio con la psicologa e il colloquio in lingua - no, non basta; devi fare anche lo SLEP test, un esamino di inglese che consiste in un ascolto e in una parte scritta a quiz. Più si va avanti, più diventa difficile - e più io andavo avanti, più mi distraevo (ehi, c'erano quelle magnifiche matite di gomma che si attorcigliano tutte... E poi, era tutto così colorato!). Ma, obiettivamente senza troppe difficoltà, quella parte l'ho fatta (una cosa bellissima era che per fare l'ascolto hanno dato ad ognuno un iPod shuffle - altro che British Council e i suoi stereo obsoleti, tzè). Dopodiché, il fatidico test psicologico. Serve in pratica a capire che tu non sia un pazzo, o un terrorista, o tutte e due le cose. Questa è probabilmente la parte più assurda - dopo tutte le scartoffie sulle malattie, sulla tua scuola (le solite domande, la tua materia preferita eccetera), arrivano due fogli pinzati: una lista di 300 aggettivi. Sì, trecento. Che tu devi gentilmente segnare con una x se ti rappresentano. E c'è tutto, davvero. Quello che rimane sempre impresso a chiunque sostenga il colloquio è "sessualmente attraente" - mi spiegate come faccio a sapere se sono sessualmente attraente? Ora, non so voi, ma io non ho mai sentito di gente che va in giro a chiedere/dire, "Mi trovi sessualmente attraente"/"Sei sessualmente attraente". Sul serio, MAI. Ma anche lì, dopo un non-così-tremendo shock iniziale (forse forse leggere tutti i blog la sera prima era servito almeno a farmi un'idea), è filato tutto liscio. Dopo? Ehm... Ah, sì. Mi sono girata i pollici per più o meno un quarto d'ora (nel frattempo le mie amiche se ne erano andate, ahimè) e poi sono stata chiamata dalla psicologa. Non so se siete mai state da uno psicologo, ma tra loro e i supervisor dello Speaking del FCE non so chi abbia la faccia più impassibile. Zero emozioni, davvero. Secondo me si allenano davanti allo specchio... Ma comunque. La psicologa aveva analizzato il mio questionario e quello compilato dai miei a casa. Mi dice che ho una buona percezione di me stessa, che le cose che ho scritto io e quelle che hanno scritto i miei coincidono, che forse sono un po' troppo timida, ma in generale sono a posto. Grazie, abbiamo finito? No! Ora dobbiamo parlare del perché ho voluto fare l'anno all'estero. Mi hanno costretto i miei? L'aveva fatto un parente? Voglio scappare dal mio paese? No, no, forse no. Voglio farlo, punto. E' una cosa figherrima. Tornerò che il mio inglese sarà quasi perfetto. Avrò vissuto un anno della mia vita, a diciassette anni, fuori, senza i genitori, in un altro Paese e in un'altra scuola. Quando mai ti capita una cosa del genere? Quando mai ti si presenterà la stessa opportunità? Mai. Quindi, come disse Ovidio, carpe diem. Altre domande, se so a cosa sto andando in contro, se ho avuto esperienze all'estero. Rispondo sinceramente, entusiasta, piena di voglia di partire. E poi mi fa uscire. Come detto, la psicologa non lascia trasparire nulla. Poco convinta, esco ed Eleonora, che sembrava la capa, mi chiama per il colloquio in inglese. Più o meno, mi chiede le stesse cose della psicologa, altre cose sulla mia famiglia, sulla mia scuola, e mi fa compilare un po' di cosucce sulla mia famiglia ideale e su di me. Un piccolo (molto, molto piccolo) antenato del mio futuro dossier.
E poi... e poi basta. Ti faremo sapere entro una settimana-dieci giorni. Ci sentiamo presto. Vaaa bene.
(Ecco, lo sapevo che mi sarei dilungata.)


29 Settembre 2011: Info Day agli uffici WEP. Io mi ero iscritta circa due settimane prima, quando ancora non conoscevo la data del colloquio. Infatti, Eleonora - che teneva la sessione - si è un po' stupita di vedermi lì e ha fatto dirigere tutte le domande su di me, che ero quasi alla sua altezza, in fatto di conoscenze. Devo ammettere che mi sentivo Dio in Terra. Comunque, è stato interessante, e mi hanno riempita di gadget WEP *-*


FINE PARTE I


Direi davvero che per una sera basta e avanza. Vi ho annoiati fin troppo.
Random news non ne ho, a parte il fatto che la Ile nel suo saggio di ieri è stata bravissima *w* Ti voglio bene <3
Bom, passo la linea allo studio.
Buonanotte, e buona fortuna (altra citazione a caso, questa volta dall'omonimo film di Clooney).
Lawve, 
Marty


p.s.: una domanda, che rimanga tra noi - uso troppe parentesi? D: